Maggio 31, 2023

La strage di Senigallia

Datata tra il 31 dicembre del 1502 e il 18 gennaio del 1503, ebbe come Protagonista Cesare Borgia e fu raccontata da Niccolò Machiavelli nell’opera breve Descrizione del modo tenuto dal Duca Valentino nello ammazzare Vitellozzo Vitelli, Oliverotto da Fermo, il Signor Pagolo e di Duca di Gravina Orsini.

Il drammatico fatto di sangue ebbe come prologo una riunione nel castello dei Cavalieri di Malta a Magione: Vitellozzo Vitelli, Oliverotto Euffreducci da Fermo; Paolo Orsini e il cugino Francesco di Gravina; il Signore di Perugia Giampaolo Baglioni; il senese Antonio Giordano; il Cardinale Giovanni Battista Orsini decisero di valutare un piano di contenimento della smania egemone del Valentino che, conquistate Rimini; Ravenna; Forlì; Cesena; Urbino ed altre città, mirava ad impadronirsi anche di Bologna cacciandone il Signore Giovanni Bentivoglio ed eleggendola a capitale del suo Ducato.

Si decise, in quella sede, di sostenere Bentivoglio a Bologna; di chiedere aiuto ai Fiorentini e ai Veneziani e di coalizzarsi col Duca di Urbino

la quale cosa sendo intesa da e Vitegli e gli Orsini e altri loro seguaci, parse loro come el duca diventassi troppo potente e che fussi da temere che, occupata Bologna, e' non cercassi di spegnerli per rimanere solo in su l'armi in Italia. E sopra questo feciono alla Magione nel Perugino una dieta, dove convennono el Cardinale, Pagolo e duca di Gravina Orsini, Vitellozzo Vitegli, Oliverotto da Fermo, Giampagolo Baglioni tiranno di Perugia, e messer Antonio da Venafro mandato da Pandolfo Petrucci capo di Siena; dove si disputò della grandezza del duca e dello animo suo, e come egli era necessario frenare l'appetito suo, altrimenti si portava pericolo insieme con gli altri di non ruinare: e deliberorno di non abbandonare e Bentivogli e cercare di guadagnarsi e Fiorentini; e nell'uno luogo e nell'altro mandorno loro uomini, promettendo all'uno aiuto, l'altro confortando a unirsi con loro contro a el comune inimico… (N. Machiavelli)

Lo spregiudicato figlio naturale di Alessandro VI, intenzionato a costituire un proprio stato in Romagna e nelle Marche ai danni dei Potentati locali eliminandoli con la forza delle armi e con intrighi e inganni, decise di arginare i danni di quegli Uomini una volta suoi Alleati.

Essi avevano cominciato a fomentare disordini nel territorio marchigiano; a giustiziarvi Funzionari ducali; a stimolare violenta rivolta a Camerino; ad affrancare Urbino dalla occupazione del forte di San Leo, del giugno del 1502, e a reinsediarvi il legittimo Duca Guidobaldo di Montefeltro a margine della vittoriosa battaglia di Calmazzo.

Un irreparabile affronto per il Borgia, che covò vendetta disegnando quel piano stragista confidato al suo fidato Sicario Michelotto Corella: … donde che il duca la sera davanti (che fu a' dì trenta di dicembre nel mille cinquecento due) che doveva partire da Fano, comunicò el disegno suo a otto sua de' più fidati, intra e quali fu don Michele e monsignor d'Euna che fu poi cardinale; e commisse loro che, subito che Vitellozzo, Pagolo Orsino, duca di Gravina, e Oliverotto li fussino venuti a lo incontro, che ogni dua di loro mettessino in mezzo uno di quelli, consegnando l'uomo certo agli uomini certi, e quello intrattenessino infino drento in Sinigaglia, né gli lasciassino partire fino che fussino pervenuti a lo alloggiamento e presi… (N. Machiavelli)

Dopo aver chiesto rinforzi a Luigi XII di Francia, a Senigallia difesa da un reggimento di Andrea Doria, l’irriducibile e spietato figlio del Papa contattò Paolo Orsini e lo convinse …con doni e con promesse corrotto da el duca della propria volontà di riconciliarsi e di riprendere i Transfughi della coalizione ostile sotto le sue bandiere, senza rancore; senza ritorsioni e, anzi, con supplemento di paga.

Parallelamente suo padre Alessandro VI aveva convocato il Cardinale Giovanni Battista Orsini e inoltrato allettanti proposte di pace al Duca di Gravina e a Giulio Vitellozzo, Primate di Città di Castello.

Uno ad Uno i Ribelli finirono vittime di quella orribile trama definita da Machiavelli bellissimo inganno e, rassicurati, accolsero l’invito di incontrarsi nel centro roveriano: erano stati abbandonati dagli alleati Pandolfo Petrucci di Siena e dai Bentivoglio di Bologna e traditi dai Fiorentini che, impauriti dall’arrivo imminente delle milizie oltralpine, il 7 ottobre avevano incaricato il Legato Niccolò Machiavelli di recarsi ad Imola e riferire proprio all’ignaro Borgia l’essere in atto una ramificata congiura in suo danno.

L’incontro si svolse il 10 novembre presso l’accampamento di Oliverotto da Fermo, fuori dalla cinta muraria: pubblicamente il Valentino baciò su una guancia Vitellozzo Vitelli.

Era ora di solennizzare la pace con un banchetto e un confronto sulle future e comuni iniziative fissandolo alla notte di San Silvestro del 1502.

Fecero solenne ingresso nella città marchigiana, sotto le cui mura era accampata la truppa di Oliverotto e premurosamente Cesare ordinò al suo Luogotenente Michelotto Corella di rintracciarlo e invitarlo a venire seco ad incontrare el duca.

L’edificio che li accolse era una residenza di tale Bernardino Quartari di Parma.

Quando gli Ospiti si furono liberati delle armi ed accomodati, Cesare mandò un segnale ai suoi Uomini che li circondarono e fecero Prigionieri.

venuta la notte, e fermi e tumulti, al duca parve di fare ammazzare Vitellozzo e Liverotto; e conduttogli in uno luogo insieme, gli fe' strangolare

Vane le reazioni: Vitellozzo Vitelli e Oliverotto Euffreducci furono strangolati da Michelotto Corrella. I due Orsini, che Cesare aveva fatto trasferire a Città della Pieve furono assassinati il 18 gennaio.

Al quadruplice omicidio fece seguito l’avvelenamento del cardinale Orsini, già detenuto in Castel Sant’Angelo e ritenuto Promotore del complotto di Magione.

Quella notte di sangue si collocò nel contesto globale della politica italiana poiché coinvolse la potente famiglie romana degli Orsini, la repubblica fiorentina, le Signorie dell’Italia centrale e i Borgia la cui vittoria fu effimera.

Bibliografia

E. e M. Martignoni: Vortice d'inganni. Cesare Borgia e la congiura dei condottieri

F. Guicciardini: Storia d'Italia, 1540.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Hai delle domande? Contattami.

    Nome

    eMail

    Messaggio

    Copyright © Ornella Mariani Forni
    Sito realizzato e gestito da M&M Solutions Srl
    envelope linkedin facebook pinterest youtube rss twitter instagram facebook-blank rss-blank linkedin-blank pinterest youtube twitter instagram